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Photo by Jasoneppink [CC BY 2.0, GFDL or CC BY-SA 3.0], from Wikimedia Commons

Eastern Mebon

Periodo: X secolo (953);

Sovrano: Rajendravarman II (944-968);

Culto: Induismo e Culto dei Morti (Culto degli Antenati)

Eastern Mebon fu realizzato su di un isolotto artificiale nel mezzo della Eastern Baray (*), ad un 1 km dal tempio di Pre Rup. Vedi Mappa

(*) Con un’area di circa 13 km² (7 km x 1,8 km) ed una capacità massima di circa 50 milioni di metri cubi, Eastern Baray (Il Bacino Orientale) rappresentava la principale riserva idrica dell’antica capitale Yasodharapura.

Originariamente, il bacino fu denominato Yashodharatataka, dal nome del sovrano che aveva commissionato l’opera (Yasovarman I, 899-915)

Nel 1930 il tempio fu restaurato da due architetti-archeologi Francesi, Henri Marchal (1876-1970) e Maurice Glaize (1886-1964).

Descrizione

A differenza degli altri templi Khmer, Eastern Mebon fu realizzato più basso rispetto agli altri templi.

(*) Molto probabilmente, proprio per il fatto di essere stato realizzato nel bel mezzo del bacino, i terreni interessati dalla struttura non erano idonei a sopportare carichi rilevanti.

Il complesso si sviluppa su tre livelli concentrici, ciascuna dei quali è caratterizzato da una cinta muraria realizzata con blocchi di laterite.

Il primo livello è costituito da un basamento dim. 120 x 124 metri

In corrispondenza dei punti cardinali furono realizzate delle piattaforme per garantire l’attracco delle imbarcazioni.

Il secondo livello, realizzato a pianta quadrata con lato di 75 metri, comprende otto piccoli santuari – ognuno dei quali contentente un Linga di forma diversa – e cinque Biblioteche (*)

(*) nell’architettura Khmer le Biblioteche non erano utilizzate per custodire testi sacri. Il loro utilizzo è tutt’oggi poco chiaro.

Considerato che nella maggior parte dei casi, l’ingresso della Biblioteca è rivolto verso ovest (punto cardinale associato alla morte), gli storici ritengono che l’edificio fosse una sorta di sacrario.

Il primo ed il secondo livello sono caratterizzati da otto statue raffiguranti degli elefanti, poste in corrispondenza dei vertici.

Le architravi ed i frontoni delle porte ornamentali – Gopura – del secondo livello sono decorate con elaborati bassorilievi raffiguranti Indra sul dorso di Airavata (*)

(*) Airavata è un enorme elefante bianco (simbolo di purezza), fedele compagno di Indra, divinità guerriera, signore della folgore e dio del temporale, delle piogge e della magia.

Airavata è spesso raffigurato con tre teste, rappresentazione dei tre aspetti divini dell’Induismo (Trimurti). Proprio per questo motivo, Airavata – denominato “Erawan” in Thailandia – è comunemente chiamato “L’Elefante a Tre Teste”. 

Tempio Montagna

La struttura centrale (terzo livello) è situata all’interno di una cinta muraria alta 3 metri realizzata a pianta quadrata (dim. 33 x 33 metri).

Come consuetudine, sono presenti 5 cinque torrioni-santuario – Prasat – disposti a “quinconce” (*)

(*) schema progettuale tipico dell’architettura Khmer denominato “Tempio-Montagna”.

Il santuario centrale è dedicato a Sri Rajendreshvara. La camera interna del santuario custodisce il Linga principale del complesso (consacrato nel 952, come riportato nelle iscrizioni del basamento).

Gli altri quattro santuari sono dedicati a Vishnu, Brahma, Shiva e Parvati (*).

(*) Parvati è la dea dell’amore, della fertilità e della devozione, moglie di Shiva e madre di Ganesh e Skanda.

Le statue di Shiva e Parvati, situate all’interno dei rispettivi santuari, furono realizzate con il volto rispettivamente del padre e della madre del sovrano Rajendravarman II.

Come consuetudine, ogni santuario ha l’ingresso orientato verso est (gli altri lati della struttura sono caratterizzati da un “falso ingresso”, realizzato per ingannare gli spiriti maligni…)

Photo by Diego Delso [CC BY-SA 3.0], from Wikimedia Commons

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