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Tak Bat

Nonostante il Tak Bat non sia un itinerario vero e proprio, abbiamo ritenuto opportuno dedicare una pagina specifica per questo rito religioso che, da oltre 2,500 anni, caratterizza la vita quotidiana del Laos e, in particolare, di Luang Prabang, capitale religiosa del Paese.

Tak Bat è il termine che identifica la raccolta delle offerte da parte dei Monaci del Buddhismo Theravada.

Cenni Storici

L’origine di questo antichissimo rito è collegato ad uno degli otto avvenimenti fondamentali della vita del Buddha Sakyamuni o Gautama Buddha (Siddharta Gautama).

Dopo aver raggiunto l’Illuminazione, Siddharta Gautama fece ritorno nella sua città natale, Kapilavastu, situata ai piedi dell’Himalaya (*).

(*) Il padre di Siddharta Gautama, Suddhodana, era il sovrano di un piccolo regno.

Secondo la leggenda, al suo arrivo in città, i membri della famiglia Reale accolsero il Buddha festanti.

Dopo una giornata trascorsa assieme, i regnanti fecero ritorno al loro palazzo dimenticandosi di offrire al Buddha gli alimenti per il proprio sostentamento.

Stanco e affamato, il giorno seguente il Buddha chiese umilmente del cibo a quelli che un tempo erano i suoi stessi sudditi, dando inzio ad un rituale che si ripete quotidianamente da oltre 2500 anni.

Descrizione

Il Tak Bat è canonizzato nel Vinaya Pitaka, uno dei tre libri del Canone Pali (Tripitaka), che in modo rigido e rigoroso detta i principi religiosi e le regole di condotta per tutti i buddisti Theravada nel mondo. In particolare, il Tak Bat dev’essere praticato nel rispetto di norme ben precise, come di seguito specificato:
  • Il Tak Bat si svolge una volta al giorno, all’alba;
  • Il cibo donato dovrà essere l’unica forma di sostentamento dei monaci per i due pasti concessi quotidianamentei;
  • Il cibo offerto dev’essere rigorosamente consumato il giorno stesso, senza avanzi;
  • Le offerte devono rigorosamente essere solo cibo;
  • I fedeli non devono offrire altri beni e, soprattutto, devono astenersi dall’offrire denaro.
Anche per l’accettazione dell’offerta i monaci devono seguire un rituale ben preciso:
  • Innanzitutto, non possono chiedere l’offerta in modo esplicito;
  • Non posssono protendere la ciotola delle offerte in direzione del fedele;
  • La ciotola va tenuta tra le braccia e stretta sulla vita.
Alle prime luci dell’alba, centinaia di monaci marciano in fila indiana per le strade del centro storico di Luang Prabang, mentre i fedeli li aspettameno genuflessi.

All’arrivo dei monaci, i fedeli prontamente riempiono le ciotole di ciascun monaco con il tradizionale “Kao Niao” (*).

(*) Riso glutinoso, alimento base del Laos e della regione nord-orientale della Thailandia (Isan).

Un patrimonio spirituale e culturale

La profonda fede buddhista è la vera anima di Luang Prabang. Visitare questa stupenda città significa prima di tutto immergersi nell’intenso flusso spirituale che la attraversa. Sarebbe un vero peccato visitare Luang Prabang senza aver assistito al Tak Bat.

Alle quattro del mattino, i gong di tutti i monasteri di Luang Prabang danno inizio alla giornata.

In attesa del passaggio dei monaci, molti turisti si radunano prima dell’alba lungo la Rue Wat Senè, la strada principale del centro storico di Luang Prabang.

Catturati dal magico misticismo del rito, molti avventori vengono trasportati da un vortice di eccitazione ed esaltazione che, spesso, va oltre i limiti del buon senso e del rispetto.

Ricordiamo che si tratta di un rito religioso: è richiesto pertanto un comportamento rispettoso. In particolare si raccomanda di non avvicinarsi in modo eccessivo ai Monaci e di non intralciare il loro passaggio, di non usare il “flash” per le foto e, soprattutto, di non parlare ad alta voce.

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