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Lampang

Lampang è una provincia della Thailandia del Nord, confinante con le province di Tak, Lamphun, Chiang Mai, Chiang Rai, Phayao, Phrae e Sukhothai.

Il territorio è caratterizzato dai rilievi montuosi del Khun Tan (ad ovest) e del Phi Pan Nam (ad est).

Doi Luang – 1,694 metri slm – è la vetta più alta della provincia.

Con una popolazione di circa 60,000 abitanti, Nakhon Lampang è il capoluogo dell’omonima provincia.

La cittadina sorge lungo il corso del fiume Wang, 500 km a nord di Bangkok, circa 75km a sud-est di Chiang Mai. Vedi Mappa

Lampang è rinomata per la produzione di oggetti in ceramica (ci sono complessivamente più di 200 fabbriche e laboratori artigianali).

Il territorio della provincia è particolarmente ricco di lignite (*), utilizzata come combustibile per la produzione di energia elettrica (nella foto sotto, la centrale elettrica di Mae Mo, la più grande del sud-est asiatico).

(*) La lignite è un sedimento fossile, organico e combustibile, derivante da foreste risalenti al periodo Mesozoico e Cenozoico.

Lo stemma cittadino

Lo stemma cittadino di Lampang raffigura il Wat Phra That Lampang Luang con al centro un gallo bianco.

Secondo la leggenda, infatti, Buddha arrivò nell’area dell’attuale Lampang poco prima dell’alba.

Indra, una delle principali divinità della mitologia Induista, prese le sembianze di un gallo bianco e svegliò la comunità locale.

Cenni Storici

La figlia del sovrano del Regno Lavo (*), la principessa Jamadevi, divenne la prima regina del Regno di Haripunchai (629-1292).

(*) Il Regno Lavo fu una città-stato situata nella valle alluvionale del Chao Phraya (odierna Lopburi, Thailandia Centrale).

Il Regno Lavo rientrava in quello che gli storici definiscono Regno Mon di Dvaravati. Quest’ultimo era costituito da un’insieme di città-stato (municipalità autonome) di etnia Mon.

A partire dall’VIII secolo il Regno Lavo divenne vassallo dell’Impero Khmer.

La regina Jamadevi diede alla luce due figli: il più vecchio divenne il sovrano della capitale Lamphun, mentre il più giovane divenne il governatore della vicina Lampang.

Dopo un periodo di pace e prosperità, nel 1292 Re Mengrai conquistò il Regno di Harinpuchai e lo annesse al Regno Lanna (1292-1775).

Nel 1558 il Regno Lanna divenne una stato vassallo del Secondo Impero Birmano (e lo rimase per piu di due secoli).

Durante la dominazione Birmana, Lampang divenne una città tributaria di Chiang Mai.

Nel 1775, Phaya Taksin, sovrano del neo-costituito Regno di Thonburi, sconfisse le truppe del Terzo Impero Birmano (Guerra di Lanna) ed annesse i territori del Regno Lanna.

Durante il regno di Rama V (1868-1910), Lampang divenne ufficialmente una provincia del Regno del Siam.

Cosa vedere a Lampang

Si elencano di seguito i principali itinerari della provincia:
  • Wat Phra That Lampang Luang
  • Wat Phra Kaew Don Tao e Wat Suchadaram
  • Thai Elephant Conservation Center (TECC)
  • Wat Sri Chum
  • Wat Si Rong Muang
  • Baan Sao Nak
  • Wat Pong Sanuk
  • Wat Chedi Sao Lang

 

Mappa Itinerari Vedi MAPPA ITINERARI

Clima | Quando andare a Lampang

La Thailandia del Nord è caratterizzata da 2 stagioni ben definite:
  • Maggio-Ottobre, la stagione delle piogge, con 10-12 giorni piovosi al mese e temporali;
  • Novembre-Aprile, la stagione secca, con precipitazioni ridotte ai minimi termini.

Marzo e Aprile sono i mesi più caldi, con temperature diurne che raggiungono i 36-37°C.

Nel periodo compreso da Novembre a Febbraio si registra un’escursione termica giornaliera elevata, con temperature minime che scendono fino a 10-12°C.

Come arrivare a Lampang

Aereo

Lampang è dotata di un un proprio aeroporto (Codice IATA: LTP).

La Bangkok Airways propone 3 voli giornalieri da/per Bangkok (circa 90 minuti la durata del volo).

Bus

Il tragitto in autobus dal Northern Bus Terminal (Mochit) di Bangkok ha una durata di circa 8 ore.

Treno

Dalla stazione Hua Lamphong di Bangkok il tragitto in treno fino a Lampang ha una durata di 9-11 ore (*)

(*) circa 600km lungo la Northern Line, linea ferroviaria che collega la capitale con Chiang Mai.

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